Bce, Draghi: "I germogli della ripresa sono molto verdi"

"I germogli della ripresa sono molto, molto verdi". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, durante una conferenza stampa a Riga in Lettonia. Secondo il governatore l'inflazione nel 2013 e nel 2014 resterà sotto al 2%. Draghi ha sostenuto anche che l'istituto di Francoforte "non sta terminando" gli strumenti a sua disposizione.  "L'euro è una valuta forte e stabile" ha affermato il presidente della Bce che poi ha aggiunto: "La Banca centrale europea ha mantenuto la stabilità dei prezzi in linea con il suo mandato nonostante la più grave crisi sperimentata dal 1930. Noi abbiamo difeso la nostra moneta dai timori infondati di un crollo della zona euro. Questo vuol dire che i paesi che oggi entrano nell'euro possono essere sicuri che il pilastro centrale, la politica monetaria, è sana". Cingolani Così nell’Italia della crisi è sparito il banchiere di sistema
6 AGO 20
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"I germogli della ripresa sono molto, molto verdi". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, durante una conferenza stampa a Riga in Lettonia. Secondo il governatore l'inflazione nel 2013 e nel 2014 resterà sotto al 2%. Draghi ha sostenuto anche che l'istituto di Francoforte "non sta terminando" gli strumenti a sua disposizione. "L'euro è una valuta forte e stabile" ha affermato il presidente della Bce che poi ha aggiunto: "La Banca centrale europea ha mantenuto la stabilità dei prezzi in linea con il suo mandato nonostante la più grave crisi sperimentata dal 1930. Noi abbiamo difeso la nostra moneta dai timori infondati di un crollo della zona euro. Questo vuol dire che i paesi che oggi entrano nell'euro possono essere sicuri che il pilastro centrale, la politica monetaria, è sana".
Draghi ha poi sottolineato come sia necessario andare avanti con l'Unione bancaria: "Senza una supervisione politica comune i governi nazionali hanno trovato difficoltà nel gestire i flussi di capitali transfrontalieri – ha ricordato – Hanno visto come, in assenza di una credibile cornice fiscale, si possa perdere un'effettiva sovranità sui mercati finanziari". "La soluzione – secondo Draghi – è completare l'Unione economica e monetaria affinché l'Unione monetaria sia accompagnata da un'unione bancaria, un'unione fiscale, un'unione economica e, infine, un'unione politica".
A questo riguardo, il governatore ha dato il benvenuto al voto del Parlamento europeo sul nuovo supervisore Ue. "Bce ed Europarlamento condividono il proposito comune di assicurare l'affidabilità delle disposizioni del Single Supervisory Mechanism, Ssm, e io sostengo pienamente la bozza di accordo raggiunta", ha detto il governatore. "Condividere sovranità – ha concluso – non significa perdere la propria identità nazionale". Draghi si è poi detto soddisfatto per l'operato del Parlamento europeo: "La giornata odierna segna indubbiamente un passo avanti verso la realizzazione dell'unione bancaria, che costituisce un elemento centrale di un'autentica Unione economica e monetaria". Adesso, ha aggiunto, "ci adopereremo con il massimo impegno per far fronte a tutte le esigenze organizzative, al fine di assumere le nostre competenze di vigilanza un anno dopo l'entrata in vigore della normativa; attendiamo inoltre con interesse di poter collaborare con le autorita' nazionali per contribuire al ripristino della fiducia nel settore bancario".
L'Eurotower ha poi ricordato come contestualmente all'adozione del regolamento, Mario Draghi e Martin Schulz, Presidente del Parlamento europeo, hanno firmato una dichiarazione che impegna le due istituzioni a concludere formalmente un accordo interistituzionale sugli aspetti pratici della loro cooperazione nell'ambito delle questioni relative al Meccanismo di vigilanza unico.
Il presidente della Bce ha poi dato il benvenuto alla Lettonia nell'euro come diciottesimo membro dell'unione monetaria. "Unirsi all'area euro è un impegno storico per una più profonda integrazione del nostro continente e alla comune prosperità dei diversi paesi che condividono la moneta unica", ha affermato Draghi, "sono fiducioso che la Lettonia abbia preso questo impegno nel momento giusto: quando ha concluso il duro lavoro per prepararsi all'ingresso, quando le responsabilità di essere membri sono chiare e quando il processo di costruzione di una genuina unione economica e monetaria è iniziato: do quindi un caldo benvenuto al nostro diciottesimo membro. Benvenuta, Lettonia!".
Questa mattina la Bce aveva diffuso il suo bollettino mensile sottolineando come, per l'economia italiana, "il peggioramento" fosse dovuto "soprattutto all'erogazione di sostegno". Il forte aumento del fabbisogno finanziario italiano, salito a 51 miliardi a luglio 2013 dai quasi 28 del luglio 2012, "mette in risalto i rischi crescenti per il conseguimento dell'obiettivo di disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2013 (2,9 per cento del Pil)".

La disoccupazione "resta elevata nell'area dell'euro" ma le prospettive appaiono "lievemente più favorevoli”. "Gli indicatori segnalano un ulteriore calo dell'occupazione nell'area dell'euro nella seconda metà del 2013, nonostante il miglioramento delle condizioni economiche", si legge nel testo, "tuttavia, i recenti dati mensili sulla disoccupazione suggeriscono prospettive lievemente più favorevoli, in quanto il tasso di disoccupazione nell'area dell'euro è rimasto stabile dal mese di marzo". L'Eurotower ricorda a tale proposito che "gli andamenti dell'occupazione sono tipicamente caratterizzati da un ritardo temporale rispetto all'attività economica, al settore finanziario e al rimborso di arretrati".

“Per i restanti mesi del 2013 e il prossimo anno'', infatti, sottolinea la Bce nel bollettino di settembre, ''ci si attende, in linea con lo scenario di base, un lento recupero del prodotto, soprattutto sulla scorta di un progressivo miglioramento della domanda interna sostenuta dell'orientamento accomodante della politica monetaria''. Il pil, come annunciato dal presidente della Bce, Mario Draghi giovedì scorso, dovrebbe registrare un calo dello 0,4 per cento nel 2013 e una crescita dell'1 per cento nel 2014.

Questo profilo di crescita, rileva la Bce, ''riflette il contributo in costante aumento della domanda interna accompagnato dall'apporto positivo, seppur in calo, del commercio netto''. Considerando in maggior dettaglio le componenti della domanda, sottolinea l'Istituto di Francoforte, ''la crescita delle esportazioni all'esterno dell'area dell'euro risulterebbe modesta nella parte restante del 2013 per poi acquisire uno slancio in certa misura più intenso nel 2014, soprattutto di riflesso al rafforzamento alquanto graduale della domanda estera dell'area''.

I consumi privati, spiega la Bce, ''dovrebbero risultare moderati nella parte restante dell'anno, a fronte di un profilo coincidente piatto del reddito disponibile reale e di un tasso di risparmio sostanzialmente invariato. Nel 2014 i consumi privati acquisirebbero un certo slancio, grazie al minore impatto negativo del risanamento dei conti pubblici e all'aumento dei redditi da lavoro, riconducibile alle migliori condizioni su tale mercato, nonostante il lieve incremento del tasso di risparmio''. Nel periodo in rassegna, sottolinea ancora la Bce, ''la quota di famiglie che dovrebbero aumentare il proprio saggio di risparmio tenuto conto del crescente reddito disponibile e della necessità di diminuire l'indebitamento dovrebbe più che compensare la percentuale di quelle che continuano invece a ridurlo a fronte del reddito disponibile in calo e del basso rendimento del risparmio. Per i consumi collettivi si prospetta una sostanziale stagnazione nel 2013, a seguito delle misure di risanamento dei bilanci, e un modesto incremento nel 2014''.

Secondo le proiezioni degli esperti della Bce, ''le importazioni dall'esterno dell'area dell'euro registrerebbero una ripresa nel periodo considerato, pur rimanendo frenate dalla persistente debolezza della domanda totale. L'avanzo delle partite correnti dovrebbe aumentare nel biennio in rassegna''.

L'inflazione tendenziale nell'area dell'euro dovrebbe collocarsi all'1,5 per cento nel 2013 e all'1,3 per cento nel 2014. A confronto con le proiezioni dello scorso giugno elaborate dagli esperti dell'Eurosistema, il valore per il 2013 è stato rivisto di 0,1 punti percentuali al rialzo, mentre per il 2014 è rimasto invariato. Sono queste le stime della Bce annunciate giovedì scorso dal presidente, Mario Draghi, e riportate oggi nel bollettino mensile di settembre. In prospettiva, sottolinea l'Istituto di Francoforte, ''le quotazioni dell'energia dovrebbero ridursi in certa misura nel periodo in rassegna, rispecchiando il profilo ipotizzato per i prezzi del petrolio''. I prezzi degli alimentari, in prospettiva, ''dovrebbero rallentare in certa misura a causa di un effetto base negativo e dell'iniziale contrazione attesa per le quotazioni delle materie prime alimentari a livello internazionale ed europeo. L'inflazione armonizzata al netto dell'energia e degli alimentari si è attenuata nella prima meta' di quest'anno, di riflesso alla debole dinamica dell'attività. Nel 2014 segnerebbe un lieve aumento, per effetto della modesta ripresa economica e delle crescenti pressioni esterne sui prezzi''.

Le spinte esterne sui prezzi, rileva la Bce, ''si sono allentate nella prima meta' del 2013, a causa dell'apprezzamento del tasso di cambio effettivo dell'euro e dei ribassi delle quotazioni del greggio e delle materie prime non petrolifere, determinando una flessione del deflatore delle importazioni. Quest'ultimo dovrebbe tuttavia aumentare gradualmente nel 2014, a fronte del venir meno dell'effetto al ribasso connesso al precedente apprezzamento dell'euro, del rincaro ipotizzato per le materie prime non energetiche e del rafforzamento della domanda di importazioni''. Quanto alle pressioni interne sui prezzi, sottolinea l'Istituto di Francoforte, ''ci si attende che la crescita dei redditi per occupato resti contenuta nel 2013 e nel 2014 a causa della debolezza del mercato del lavoro. Tenuto conto del forte calo prospettato per l'inflazione al consumo, l'espansione dei redditi per occupato in termini reali dovrebbe aumentare nel 2013 per poi continuare a recuperare moderatamente nel periodo in rassegna, dopo i decrementi del 2011 e del 2012''.

Secondo le attese, i tassi di incremento sul periodo corrispondente dei redditi per occupato in termini reali, ''resterebbero ben al di sotto di quelli della produttività nel 2014, di riflesso alla debolezza del mercato del lavoro. Il costo del lavoro per unità di prodotto dovrebbe rallentare nel 2013 e nel 2014, via via che il lieve rialzo del tasso di crescita dei redditi per occupato è piu' che compensato dall'accelerazione ciclica della produttività''.

Dopo la pronunciata flessione del 2012, l'indicatore del margine di profitto (misurato dal rapporto fra deflatore del pil a prezzi base e costo unitario del lavoro) ''dovrebbe ristagnare nel 2013, rispecchiando la debolezza dell'attività interna. In seguito ci si attende che la decelerazione del costo unitario del lavoro e il graduale miglioramento delle condizioni economiche favoriscano un recupero dei margini di profitto''. Nel 2013 e nel 2014 gli aumenti dei prezzi amministrati e delle imposte indirette inclusi nei piani di risanamento dei bilanci, rileva la Bce, ''fornirebbero un contributo significativo all'inflazione misurata sullo Iapc, anche se leggermente inferiore a quello osservato nel 2012''.